Per dove parte questo treno allegro – Sandro Veronesi

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Il 2 Luglio 2020 sapremo se Sandro Veronesi avrà vinto nuovamente il Premio Strega ( il precedente l’ha ottenuto nel 2006 con il romanzo Caos Calmo, edito da Bompiani).

Ma come vi ho anticipato, durante la quarantena ho avuto il grande piacere ed onore di leggere quasi per intero la bibliografia di questo signore toscano, che posso sicuramente annoverare tra i miei scrittori preferiti.

Oggi vi parlerò di Per dove parte questo treno allegro ( Theoria, 1988), primo romanzo scritto da Veronesi, quando non aveva nemmeno 30 anni. In precedenza aveva pubblicato una raccolta di poesie, Il cielo e il resto (Edizioni del Palazzo, 1984), al momento introvabile (sigh).

Questo romanzo d’esordio ha tutti gli ingredienti dove ritrovare il pluripremiato autore che tutti conoscono oggi.

Vengono trattati temi che per chi ha già letto Veronesi suoneranno familiari, come il rapporto padre figlio, un conto in Svizzera da svuotare, una figura materna fedifraga che abbandona il tetto coniugale, un amore sopravvalutato che annebbia il cervello anche a distanza di anni.

La trama risulta scorrevole fin dalle prime pagine, ma in massima onestà, la voce, di Veronesi, l’ho incontrata solo a metà romanzo, ma c’è lui in quelle pagine, c’è la sua Versilia, bellissimo quadro dell’Italia vacanziera degli anni ’80, c’è un padre altero e distaccato che che osserva un figlio inefficiente e fermo nel suo non fare niente, c’è la sua passione per la musica e per il cinema.

I due personaggi cercheranno di incontrarsi e conoscersi come mai avevano fatto durante la loro esistenza. Saliranno su un treno, forse l’ultimo a loro disposizione, per colmare i vuoti del loro rapporto inesistente. Un viaggio non solo allegorico, ma anche fisico, infatti partendo da Roma attraverseranno l’Italia viaggiando in treno per arrivare fino in Svizzera, dove ad attenderli ci sarà un conto pieno zeppo di soldi, ma anche la famigerata resa dei conti.

Mi piace immaginare che Veronesi mentre scriveva queste pagine si stesse sgranchendo le dita in attesa dei grandi successi che poi ha scritto.

Da leggere.

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