L’idiota – Elif Batuman

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Tutti noi abbiamo attraversato un periodo meraviglioso chiamato adolescenza. Fatto di emozioni, scoperte, e sopratutto, errori.

Quei giorni ci rimangono impressi sotto la pelle come fuoco vivo, perchè nella loro semplicità, erano tutti nuovi, da esplorare. Ci facevano battere il cuore mentre noi cercavamo di dissimulare tale emozione, per apparire già navigati.

Elif Batuman, con il suo romanzo d’esordio L’Idiota (Einaudi, 2018) ci trasporta in un passato non troppo remoto, siamo negli anni ’90, dove il suo alter ego, Selin, ha 18 anni e sta iniziando l’università ad Harvard.

Selin è di origine turca, grande appassionata di linguistica si fa largo nei meandri della vita universitaria, si iscrive a corsi che spera possano illuminarla nel suo piano per diventare una scrittrice. Ma come accade nella vita reale, i progetti sono fatti da tanti piccoli tasselli talvolta non messi in ordine corretto. Selin si scontra con un rigore accademico dove non si rispecchia, mentre si lascia travolgere da un inaspettato corso di lingua Russa.

Fa amicizia e s’imbatte nel suo primo Amore, ovviamente non sapendo che si trattasse proprio di quello. A fare da cornice a questa trama che nella sua semplicità risulta disarmante per il suo realismo, c’è un’epoca nuova, di transizione, dove si intravede internet, le email e un nuovo modo di comunicare.

Nel suo zaino non mancheranno mai un libro al quale lei farà riferimento, saggi, letteratura, o anche testi di matematica.

Finito il primo anno accademico Selin coglie l’occasione per fare uno di quei viaggi improbabili che si fanno specialmente in quella fascia d’età. Lo fa per seguire l’Amore, lo fa con la leggerezza con cui un adolescente può prendersi la libertà di scegliere della propria esistenza.

Ci ritroviamo in un ambiente diverso, in Ungheria, in dei paesi sperduti nel nulla dove Selin dovrà insegnare inglese ai bambini. La Batuman senza appesantire il lettore dipinge la scenografia in maniera tangibile e reale, facendoci sentire ancora una volta al fianco di Selin.

Come spesso accade durante la giovinezza, dopo essersi distaccati dai luoghi di origine si sente prepotente il bisogno di ritrovare un filo conduttore, e anche la protagonista conclude il suo viaggio in Turchia, attorniata dalla sua famiglia matriarcale e dalle sue radici.

Un romanzo fresco, giovane, spensierato. Una scrittura da prendere con calma e rilassatezza, dove potersi perdere, perchè leale dalla prima all’ultima parola .

Un libro magnifico, che ci ricorda come è essere giovani. Essere incompleti.

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