Una mamma lo sa – Elena Santarelli

Quando ho appreso dai giornali la storia di Elena Santarelli, la mia piccola Amelia, ad appena due anni, era stata sottoposta alla sua prima chemioterapia da qualche giorno.

La storia di Giacomo, Jack, il bimbo di mamma Elena ci ha affiancati nel periodo più arduo della nostra esistenza. Benché le patologie fossero differenti, questi percorsi hanno un minimo comun denominatore, che ti fa sentire molto vicino agli altri genitori che stanno attraversando lo stesso mare in tempesta.

Poi mamma Elena ha deciso di mettere nero su bianco il loro percorso oncologico devolvendo tutti i proventi della vendita di questo libro, edito da Piemme, in beneficienza.

Io lo acquistai il giorno stesso della sua uscita, il 22 Ottobre 2019, ma solo ieri ho avuto la forza di prenderlo tra le mie mani, mettermi seduta, respirare, e sprofondarci dentro.

L’ho letto in 4 ore e mezzo.

Ho pianto lacrime che probabilmente non erano uscite nemmeno quando tutti si aspettavano che dovessero uscire. Con la sua Voce semplice e diretta Elena ha trasmesso benissimo quelli che sono stati gli step più importanti del loro viaggio, parlando non come una persona famosa, ma come una mera mamma, colta totalmente impreparata ad affrontare questo mostro, straziata nel vedere suo figlio essere sottoposto a prove che non avrebbe dovuto affrontare. Mamma Elena.

Così si viene chiamati in reparto: mamma.

“Mamma Elena venga che devo parlarle.”

Elena ha affrontato un’interrogazione a sorpresa, un esame che nessuna mamma dovrebbe essere chiamata a superare assieme al proprio bambino.

Nel suo libro ci racconta la storia di una ragazza caparbia e piena di valori meravigliosi che si innamora, mette su famiglia con l’uomo della sua vita, fa il lavoro che ama. Una donna senza dubbio fortunata.

Una donna come tutte noi.

Ma in un giorno normalissimo, uno stupidissimo giorno uguale a tutti gli altri, dopo che ha seguito il suo istinto materno facendo fare dei controlli al figlio che aveva dei malesseri che non le tornavano, le dicono che Giacomo ha un tumore al cervello.

Quando ricevi questo tipo di comunicazioni, entri in un mondo che non ti è mai appartenuto, che forse hai anche fuggito, con la paura recondita che se accadesse a te o ai tuoi cari, non saresti in grado di superarlo.

Ma come dice la stessa Elena, non è vero.

L’amore di una mamma è infinito, ti rimbocchi le maniche e guardi dritto all’obiettivo.

Risonanze, operazione, chemio, controlli fino al tanto agognato follow up.

Quella vita diventa la tua vita, e quell’Ospedale la tua casa.

Mamma Elena ci parla dell’importanza e della fortuna di trovarsi nel posto giusto. Nel loro caso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, ha seguito e curato Jack nel migliore dei modi possibili.

Sia Giacomo che la mia Amelia ora stanno bene.

E stanno bene grazie ad un insieme di fattori.

Aver avuto dei medici fantastici, aver avuto una buona reazione ai farmaci e perché prima di loro, altri bimbi hanno passato le stesse sofferenze, e le loro famiglie si sono prodigate per far sì che la ricerca andasse avanti. Le cure di oggi non sono quelle di 10 anni fa.

Quando hai il Dono di essere graziato, ti senti in dovere di ricambiare, nella maggior parte dei casi lo fai cercando di aiutare chi arriverà dopo di te tra quei corridoi, in quelle stanze, in quelle sale operatorie.

Elena Santarelli con questo libro aiuterà il Progetto Heal, un’associazione no profit, che quotidianamente opera nella cura e nella ricerca della neuroncologia pediatrica.

Perché la ricerca non deve fermarsi mai.

So che consigliare un libro come questo non è semplice, perché finché non tocchi con mano certe realtà pensi che a te non capiterà mai.

L’ho pensato anche io.

Ma vorrei che questo post rimanesse nella mia bacheca, perché se un giorno aveste bisogno di non sentirvi soli, di avere una testimonianza importante che possa anche indirizzarvi, questo libro potrebbe davvero aiutarvi.

Mamma Elena ci racconta la sua storia a lieto fine con tanta umiltà, passando un messaggio fondamentale, che spesso non viene compreso da chi vede solo dall’esterno queste situazioni:

Una mamma è pur sempre una donna. E’un essere umano che per sostenere la propria famiglia ha necessità di provare emozioni, esternarle quando lo desidera, o magari ha il diritto di stare in silenzio senza che nessuno domandi nulla.

Elena Santarelli riesce ad umanizzare la figura del caregiver, quegli angeli che per periodi determinati della loro vita, ma talvolta anche per tutta la loro esistenza, si prodigano per assistere i propri cari malati.

Spiega che sorridere è quasi un obbligo, sia per poter vedere le cose in chiave positiva, ma soprattutto per sostenere i nostri cuccioli.

Elena non lo sa, ma il suo sorriso sostenne anche me quando ero con la mia bimba in ospedale.

Con affetto e stima

Mamma Rachele

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