Io sono l’abisso – Donato Carrisi

Stamane mi sono alzata, ho aperto la finestra e ho sentito il lago che si era insinuato nell’aria. Una nebbia fitta, bassa, umida. Tipica della città di Como in un giorno autunnale.

Il lago forse sapeva che oggi avrei recensito questo libro, sapeva che l’avrei fotografato, che avrei immortalato la sua vera identità.

L’ultimo capolavoro di Donato Carrisi è ambientato a Como, sulle sponde del lago che ogni giorno mi osserva da 10 anni.

Ho letto tutta la bibliografia dell’autore ed ero curiosa di sapere se Carrisi avrebbe soddisfatto ancora una volta le mie aspettative, oltretutto con un romanzo ambientato nella mia città.

Parliamone, arrivi al decimo libro di un autore e il dubbio che potrebbe non rivelarsi un best seller ce l’hai…

Ma Carrisi ci stupisce ancora una volta, e la bellezza di questo romanzo rasenta quella del suo primo grande successo, Il suggeritore (Premio Bancarella nel 2009).

Il romanzo Io sono l’abisso, edito da Longanesi, è uscito nelle librerie il 23 Novembre 2020 e ha tre protagonisti che si raccontano intervallandosi diligentemente i capitoli :

L’uomo che pulisce, la ragazzina col ciuffo viola e la cacciatrice di mosche.

I tre personaggi hanno ruoli profondamente differenti tra loro, ma non troverete una distinzione netta tra buoni e cattivi: la maestria di Carrisi farà entrare in empatia il lettore con il carnefice, che non sarà più solo un assassino, ma un uomo.

I segreti che si celano nel cuore dell’uomo delle pulizie vengono svelati pagina dopo pagina, in un turbinio di eventi che non perdono mai di vista la realtà e una linea narrativa coerente.

A differenza di altri libri, dove Carrisi era solito lasciare grandi punti interrogativi fino alla fine della lettura, nascondendo anche agli occhi più esperti chi potesse esserci dietro a efferati omicidi, in questo romanzo fin dalla prima pagina non viene celato nulla al lettore.

Si cresce insieme al ritmo incalzante della trama, e quando sembra di aver carpito un’informazione particolare, o un’anomalia (per rimanere fedeli al suo stile narrativo) è lo stesso Carrisi che poche righe dopo vi svelerà che non avete capito nulla di eccezionale, e che la trama deve continuare…

Le sorprese però non mancheranno, e anche in questa pubblicazione l’autore riuscirà a sorprendervi fino all’ultimo capitolo.

La ragazzina col ciuffo viola toccherà il tema quanto mai così attuale della violenza sulle donne, dove il carnefice è un insospettabile, vestito di perbenismo e vicino alla vittima tanto da renderlo pericolosissimo.

La cacciatrice di mosche è chiamata a proteggere le donne che hanno stanno subendo violenze, cerca di stanarle, e di far denunciare il loro aguzzino.

I tre personaggi divergenti tra di loro hanno però una caratteristica che li accomuna: la solitudine. Tutti e tre la stanno vivendo sulla loro pelle, perché si può essere circondati da qualsivoglia bellezza, ma si può essere allo stesso tempo estremamente soli. Soli con i propri segreti.

Il lago di Como, l’acqua, la nebbia, l’umidità, si sono insinuati nelle loro ossa e non li abbandoneranno mai.

I ruoli si intercambiano in un turbinio di emozioni contrastanti. Si può essere allo stesso tempo cattivi ed empatici ? Si può diventare caritatevoli nei confronti di un mostro se questo ci ha aiutati? Potremo mai perdonare il sangue del nostro sangue?

Tante le domande che vengono sollecitate dall’ultimo romanzo di Donato Carrisi, che io consiglio a tutti voi, anche a quelli che non sono amanti del genere thriller.

Perché l’autore riesce a raccontare il male e la paura senza entrare mai in dettagli sanguinosi, regalando momenti di pura adrenalina, senza però descrivere l’atto di violenza in sé.

Potete trovare il libro cliccando qui.

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