Parliamo di scrittura!

Il blog della Libraia e la sua community nascono nel 2017 grazie alla grande passione per la lettura che mi ha accompagnata fin da piccina.

Negli anni ho vagato tra i generi letterari, senza schemi predefiniti, cercando oltre che dilettarmi ed intrattenermi con un buon libro, anche di apprendere, studiare e elevare le mie capacità come editor.

La lettura e la scrittura sono due arti interconnesse tra di loro, l’una senza l’altra non potrebbe esistere, e il valore della prima è sempre correlato a quello della seconda.

Non importa se siete dei lettori voraci, degli autori affermati (o aspiranti tali), addetti ai lavori, come editori, agenti letterali, editor e correttori di bozze, tutti avete una cosa che vi accomuna:

avete il diritto e il dovere di conoscere le arti della lettura e della scrittura.

Quello che mi sono resa conto in questi anni grazie ai vostri preziosissimi commenti e feedback, è che parlare di scrittura è una necessità oggettiva. Questi temi dovrebbero essere affrontati fin dall’infanzia, in un progressivo crescendo nell’ambito scolastico e successivamente accademico.

In un era dove il digitale e l’intelligenza artificiale si propongono come alternative concrete per la creazione ti testi sintatticamente e grammaticalmente corretti, ho il grande timore della perdita di controllo in merito alla qualità di critica umana.

Dobbiamo allenarci come lettori e come scrittori a carpire quando abbiamo davanti un buon libro, a prescindere dalla classifica in libreria. Affidiamoci a librai competenti che sappiano indirizzarci nella selva delle infinite possibilità editoriali, ma che non puntino solo a venderci un libro.

Un buon libraio ci indica una strada. Magari non sarà sempre esatta, ma anche nell’errore, dovrebbe poi riuscire a spingerci verso un miglioramento.

Vorrei che ritrovassimo il piacere di leggere un libro di narrativa non solo con lo scopo di intrattenerci per qualche ora, ma con l’obiettivo di utilizzare ogni sinapsi del nostro cervello per poter stimolare il pensiero personale e critico insito in ognuno di noi.

Spesso gli scrittori tendono a volerci indirizzare verso i binari precostituiti dei loro pensieri e delle loro emozioni, quando la vera bellezza sta nel trovare un libro che sia quasi non riconducibile allo scrittore che l’ha ideato.

Una volta che il pensiero è stato messo nero su bianco, non dovrebbe più interessare la vita dello scrittore, o le motivazioni che l’hanno spinto a raccontarci quella determinata storia. Il senso del libro, il Mistero, dovremmo essere in grado di trovarlo unicamente analizzando la storia stessa.

Cito la scrittrice Flannery O’Connor:

“Lo studente deve avere gli strumenti per comprendere un racconto o un romanzo, strumenti adeguati alla struttura dell’opera, così come al mestiere. Sono strumenti che agiscono all’interno dell’opera e non al di fuori; hanno a che vedere col modo in cui il racconto è costruito e con ciò che lo fa funzionare come tale.”

Vorrei iniziare insieme a voi un percorso che possa sensibilizzarvi e soprattutto aiutarvi a capire come e dove indirizzare le vostre energie e il vostro tempo in merito a lettura e scrittura.

Vi ringrazio per l’entusiasmo che mi trasmettete ogni giorno, anche in questo anno nefasto che sembra intrappolarci e non darci tregua.

Credo che puntare su sé stessi, sulla propria cultura e sopratutto sul nostro pensiero critico possa essere una via salvifica per ognuno di noi.

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