Casa di Foglie – Mark Danielewski

Al salone del libro 2018, allo stand il Libraccio, tra gli introvabili, ho scovato, dopo anni di ricerche, Casa di foglie di Mark Danielewski.

È un libro appunto introvabile dato che è stato edito da Mondadori nel 2000, nella collana Strade Blu, e non è mai stato ripubblicato.

Poche copie e inaccessibili.

Ma cosa, oltre la difficoltà di reperibilità, ha reso questo romanzo un vero caso letterario?

Casa di foglie appartiene al filone letterario dellaletteratura Ergodica.

Il termine ergodico deriva dal greco “ergon”(lavoro) e “hodos” (percorso). Un libro ergodico impegna il lettorein modo particolare, con uno sforzo fisico aggiuntivo, che va oltre almovimento degli occhi o quello del voltare pagina.

Il libro è strutturalmente un’opera architettonica, e per scoprirlonella sua interezza va letto con l’ausilio di uno specchio, o girato o anchecapovolto.

Alcune pagine sono scritte in font minuscoli, in altretroveremo solo una manciata di parole.

E se la struttura del libro non fosse già abbastanzaaccattivante da rendere il tomo unico nel suo genere, posso dirvi che ilromanzo è un intreccio psicologico che segue letteralmente il percorso dellepagine.

Il giovane Johnny Truant è ossessionato da un manoscritto trovatoall’interno dell’appartamento dell’anziano Zampanò, morto recentemente. Ilmanoscritto è in condizioni pessime, fatto a pezzi, incollato, cancellato.Truant scoprirà che è unostudio accademico di un film documentario The Navidson Record, girato dalfamoso fotoreporter Will Navidson.

Il documentario è stato girato dal fotografo, che appenatrasferitosi con la famiglia nella sua nuova casa di campagna in Virginia, hadeciso di mettere in ogni stanza delle telecamere al fine di crearne un film.

Ma niente è come sembra.

Mentre sta prendendo le misure di una parete Will si accorgeche la casa è più ampia all’interno rispetto che all’esterno.

Il fotoreporter, davanti allo sguardo impaurito della suafamiglia, chiama degli amici per andare a fondo alla questione, quandoimprovvisamente, dal nulla, apparirà un corridoio e una porta mai esistitiprima all’interno della casa.

The Navidson Record si tramuta in un film horror, compostodalle diverse esplorazioni che Will e i suoi amici intraprenderanno al di làdella porta misteriosa.

Dietro la porta troveranno un mondo oscuro e freddo. Fattodi chilometri e chilometri di corridoi e porte, saloni immensi e tantosilenzio, interrotto da agghiaccianti ruggiti.

Allo stesso tempo, il giovane Truant ci racconta la suastoria, di come decide di mettere insieme i pezzi del manoscritto di Zampanò, chelui stesso implementerà a sua volta con note e approfondimenti.

L’autoreDanielewski intreccia così la sua storia in bilico tra finzione e realtà, in unapsicosi dilagante che colpirà sia i personaggi che il lettore.

Ilromanzo è formato da manoscritto di un manoscritto di un reportage.

Unviaggio basato su una storia di per sé assurda e impossibile, come quella diuna casa che muta la sua forma, ma trascritta in maniera altamente realisticagrazie alle note dettagliate e ai riferimenti che inganneranno il lettore cheavrà la sensazione di leggere un vero e proprio trattato scientificamente comprovato.

Le storiedei diversi personaggi sono narrate in modo diverso tra di esse, troveremo un testotalvolta difficoltoso alla comprensione quando sarà Truant a parlare. Pocapunteggiatura, discorsi confusi e rabbiosi, che mescolano la sua devastata vitaprivata alla narrazione del romanzo. Mentre vorremmo essere immediatamente catapultatial capitolo successivo, quello di Will e i suoi amici, persi nei corridoi dellaCasa.

Personalmenteritengo Casa di Foglie un vero capolavoro di inventiva.

Nonè un libro horror canonico, non troveremo nessun mostro o fantasma tra le pagine.

Cisarà solo la Casa, il luogo sicuro di ogni essere umano, lo scrigno del nostroessere, che contro ogni regola architettonica della ragione, ha pareti e pavimentiche si disperdono, corridoi lunghi chilometri, scale a chiocciola infinite.

Piùla forma della casa si deforma più i protagonisti perderanno il lume dellaragione, verranno inglobati dai propri demoni.

Unviaggio nelle paure che risiedono nel nostro inconscio, dove Danielewski usaogni mezzo a sua disposizione, fatto o di parole o di layout labirintici, al finedi inglobarci alla storia.

Mi sono perso dentro e non credo più che ci sia un’uscita.”  p.393

Un libro unico nel suo genere, consigliato a chiunqueabbia una curiosità ardita, per i lettori temerari, che hanno pazienza e interessenell’applicarsi ad una lettura non convenzionale.

Al momento il testo può essere reperibile con prestito interbibliotecario o in esemplari usati.

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