Adele Faber e Elaine Mazlish – Come parlare perché i bambini ti ascoltino e come ascoltare perché ti parlino

Sono una libraia in incognito, ma prima di tutto sono una mamma di sue splendide creature, una ha quasi raggiunto i due anni, l’altra ha cinque anni.

Sono orgogliosa di poter raccontarvi la nostra esperienza familiare, dove i libri sono stati messi nelle manine delle cucciole fin da quando l’uso del pollice opponibile era diventato una consuetudine.

In soldoni, già a tre mesi potevano sbausciare, ciucciare e ascoltare libri tattili e sonori.

Ad oggi la nostra giornata si conclude con la scelta di un bell’albo illustrato, e dopo tutti a nanna!

Ho deciso che recensirò anche alcuni libri per bambini, con l’aiuto della mia splendida figlia maggiore, che, orgoglio di mamma, ha già iniziato a rilegare i suoi primi libri.

Usando un km di nastro adesivo appiccica tra loro le pagine bianche che con pazienza certosina poi disegna, colora e scrive con qualche lettera, inventata o meno.

Ma la parte più bella sicuramente è quando si mette davanti alla piccola di casa e la delizia con i suoi spettacoli / racconti, pieni di fantasia, suspense e gioia.

Oggi però vorrei iniziare la giornata consigliandovi un libro manuale che tutti i genitori dovrebbero avere.

Come parlare perché i bambini ti ascoltino e come ascoltare perché ti parlino Di Adele Faber ed Elaine Mazlish.

Molti genitori ritengono questo, il saggio per la comunicazione intergenerazionale migliore in commercio.

La lettura è alquanto spassosa, con alcune parti fatte a fumetto, altre dove ci sono veri e propri esercizi.

Il libro ha l’obiettivo di capire meglio la mentalità dei bambini per poter far capire meglio il nostro punto di vista.

Io che me lo sono divorato ( le scrittrici consigliano un capitolo a settimana, per poter interiorizzare il contenuto, ma ovviamente non mi sono frenata J ), e devo ammettere che in molte occasioni mi è servito anche per alleggerire quel punto di vista genitoriale talvolta troppo rigido e pesante, a favore del pensiero bambinesco, che tutti noi purtroppo perdiamo crescendo.

CONSIGLIATISSIMO

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