Kazuo Ishiguro

Chi è il premio Nobel per la letteratura 2017?

Dopo aver visto un servizio sul corriere.it, mi sono sentita in dovere di scrivere un post su questo scrittore.

Kazuo Ishiguro ha 62 anni, nato in Giappone e trasferitosi in Gran Bretagna con i genitori quando aveva soli 6 anni. Si è laureato nel 1978 in letteratura inglese e filosofia all’università del Kent mentre studia scrittura creativa all’Università dell’East Anglia.

Scrive in lingua inglese e si firma anteponendo il nome al cognome.

Grazie ai suoi sette romanzi era già noto alla critica e prima del Nobel aveva già ricevuto molti riconoscimenti:

  • Premio Withbread nel 1986 per Un artista del mondo fluttuante (Einaudi, 1994)
  • Premio Booker nel 1989 per Quel che resta del giorno (Einaudi, 1990), famoso anche per la trasposizione cinematografica del 1993 diretta da James Ivory, con Anthony Hopkins e Emma Thompson
  • Premio Alex nel 2005 con Non lasciarmi (Einaudi, 2006)  Anche questo romanzo è stato poi trasformato in film da Mark Romanek.

Dopo 10 anni di silenzio, nel 2015, esce il settimo romanzo di Ishiguro, Il gigante sepolto (Einaudi, 2015), un fantasy che sembra trarre ispirazione dalla Terra di Mezzo di Tolkien, anche se l’autore afferma di non averlo mai letto.

Ambientato nel sesto secolo in Gran bretagna, con creature fantastiche, scene cruente e violente.

“Parto sempre da un’idea rapida e astratta. Qui ho pensato a un gruppo di persone afflitte da un male incombente sulla loro memoria e costrette a decidere se recuperarla o no. Forse una società che rammenta troppo non esce dalle guerre. Lo stesso pericolo pesa sui rapporti personali. Spesso l’oblio di zone negative sostiene una relazione”. Dichiara Ishiguro in un’intervista alla Repubblica.

Escludendo l’ultimo romanzo, Ishiguro usa sempre la prima persona, stile narrativo che aiuta a far emergere i tratti psicologici dei protagonisti, come limiti personali, paure e nodi mai risolti.

L’accademia svedese del Nobel infatti afferma che Ishiguro  “con romanzi di grande forza emotiva ha scoperchiato l’abisso sotto al nostro illusorio senso di connessione con il mondo”.

Sara Danius, segretaria dell’accademia, dopo l’assegnazione del premio ha dichiarato:

“La sua scrittura è una miscela tra Jane Austin e Franz Kafka, a cui va aggiunto qualcosa di Marcel Proust, infine il tutto va agitato senza esagerare […] È uno scrittore di grande integrità morale. Non si è mai guardato attorno nel comporre le sue opere sviluppando invece un universo estetico tutto suo”

Possiamo affermare che lo stile narrativo di Ishiguro è basato su un realismo disarmante, come riscontriamo nel romanzo Quel che resta del giorno dove svela in modo autentico e placido i demoni che rincorrono i suoi protagonisti.

Curiosità

Per scrivere Quel che resta del giorno, nell’estate 1988, Ishiguro impiegò si e no quattro settimane. Rinchiuso in una casa a Sud di Londra la moglie lo obbligò a scrivere dalle nove di mattina alle dieci di sera, con solo un’ora di pausa per i pasti.

Tutti i romanzi e racconti di Ishiguro

  • Un pallido orizzonte di colline (Einaudi, 1997)
  • Un artista del mondo fluttuante (Einaudi, 1994)
  • Quel che resta del giorno (Einaudi, 1990)
  • Gli inconsolabili( Einaudi, 1997)
  • Quando eravamo orfani(Einaudi, 2002)
  • Non lasciarmi (Einaudi, 2006)
  • Il gigante sepolto (Einaudi, 2015)

Cosa ne pensi del nostro articolo? faccelo sapere, per noi è importante!