La Libraia tra le 5 finaliste del concorso Back to Work, promosso da Piano C, Elle Active! e Philip Morris Italia

Voglio raccontarvi di una bellissima opportunità che è stata data alla Libraia.

Stavo sfogliando la rivista Elle quando per puro caso mi sono imbattuta in un concorso nazionale, per la riprogettazione del lavoro, tutto in chiave femminile.

Ricordo ancora come se fossero passate poche ore, la sensazione di avere davanti un progetto eticamente validissimo,  subito pensai che se La Libraia fosse stata scelta, forse avrebbe potuto riscattarsi sia come mamma che come donna.

Piano C, con il supporto di Elle Active! e Philip Morris Italia hanno ideato un percorso che serve a reintegrare nel mondo del lavoro le donne che per un motivo o per un altro sono state costrette a mettere in secondo piano la carriera.

Mi sono sentita chiamata a rispondere, perché sì, sono una mamma che ha dovuto accudire le proprie bimbe in un modo “speciale”, ma sono anche una donna che vuole dare il meglio di sé anche nel mondo lavorativo.

Vorrei quindi parlarvi di Piano C, e del suo progetto Back to Work.

Sono sicura che ci siano tante donne che mi leggono, e che come me, potrebbero avere un giorno bisogno di questi servizi.

Vi trascrivo qui sotto i punti salienti del percorso, ripresi direttamente dal sito di Piano C.

www.pianoc.it

1)     uno spazio di coworking innovativo, con cobaby®  e servizi salvatempo®: uno spazio di lavoro condiviso di 300 mq, 20 postazioni di coworking e 6 sale riunioni; il cobaby® per bimbi da 3 mesi ai 12 anni dalle 9.00 alle 19.00, sempre con pedagogista a disposizione; servizi salvatempo® (lavanderia e  sartoria a domicilio, spesa su ordinazione sono solo alcuni esempi) e convenzioni con realtà del quartiere, per creare una vera e propria rete sul territorio.

2)     una community di professionisti con cui interagire: la community di Piano C è ampia e variegata, composta dal team, dalle coworker, da professionisti e aziende che, attraverso corsi di formazione, convegni e momenti di networking entrano in contatto e mettono a frutto le diverse esperienze e competenze sia orizzontali che intergenerazionali. Dalla condivisione nascono sinergie e opportunità di crescita ulteriori.

3)     un percorso di formazione sulle soft skill: nei percorsi di formazione tradizionali, le soft skill non vengono sviluppate, anche se il loro impatto sulle altre competenze è dirompente. In Back to work®, invece, un colloquio iniziale permette di individuare e riscoprire le soft skill da sviluppare.

4)     l’assegnazione di un progetto operativo con obiettivi da raggiungere chiari e misurabili: Back to work® prevede un progetto, con un tema su cui si vuole vedere sviluppare idee e proposte, con punti di vista diversi, innovativi ed originali. Da una prima individuazione delle aspirazioni e competenze viene poi perfezionato il progetto operativo che è il vero e proprio mezzo di incontro con il lavoro.

5)     il lavoro in team per raggiungere gli obiettivi: il lavoro di squadra è un elemento fondamentale per il successo del progetto, la condizione ideale per mettere in pratica e testare le soft skill acquisite ed avere maggiore chiarezza sugli obiettivi da raggiungere.

6)     il mentoring di esperti professionisti: il percorso è progettato con momenti di verifica per valutare i progressi ed i risultati, alternati a momenti di supporto da parte di tutor e mentor interni a Piano C o selezionati all’esterno, in base all’area di competenza. Questo permette ai partecipanti un confronto di alto livello, utile sia operativamente che nelle scelte di orientamento.

7)     l’accesso a sportelli professionali e formazione specialistica: accesso a strumenti di base per fare impresa: fiscale, legale, ricerca bandi, social media management, marketing

8)     uno spazio online per raccontare la propria esperienza e rendersi visibili al mercato: lo storytelling del percorso è uno strumento efficace per rendere nota la propria esperienza, per ingaggiare gli interlocutori, creare dibattito e feedback, il tutto  pubblicato sul sito e tramite i canali social di Piano C per dare ulteriore visibilità al progetto e alle nuove competenze acquisite.

9)     una valutazione pre e post percorso per misurare l’impatto dell’esperienza attraverso uno strumento di bilancio delle competenze: il colloquio iniziale serve per tracciare percorsi specifici per i diversi profili, che si innestino in un più ampio sistema di project management rigorosamente definito con assessment finale, per misurare i risultati e creare dei modelli positivi e replicabili.


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