La linea nera di Jean – Christophe Grangé

#consiglidilettura

Buongiorno lettori, oggi vorrei recensire un romanzo thriller, un genere che avevo allontanato da me come la peste e che negli ultimi anni è diventato probabilmente il mio preferito.

Oggi recensiamo La linea nera di Jean Christophe Grangé (Garzanti,2005).

In linea di successione è il quinto libro di Grangé, tutti i suoi romanzi sono editi in Italia da Garzanti, dello stesso autore ricordiamo il famoso I fiumi di porpora (Garzanti, 1998).

Recensione de La linea nera :

L’ex campione mondiale di apnea Jacques Reverdi è finalmente in cella a Kuala Lumpur, oltre alle medaglie sportive infatti ha già collezionato due efferati omicidi.

Uno nel 1997, da cui fu scagionato per uno scherzo del destino, e l’ultimo nel 2003, dove è stato ritrovato in una capanna in compagnia di una ragazza danese uccisa barbaramente.

“Nel fondo, una giovane nuda era legata a un patibolo di fortuna. Il suo corpo – cosce, braccia, torace, viso… – era tutto lacerato di ferite, decine di ferite. Era stata dissanguata. Era stata squarciata perché si riversasse in flussi lenti e continui sul pavimento.”

Il libro inizia con un capitolo che uncina il lettore per trascinarlo nel fiume di sangue del racconto.

Fin dalle prime pagine si delineano bene i personaggi principali che affiancheranno l’assassino Reverdi.

Marc Dupeyrat è un giornalista francese di cronaca rosa che dopo un evento agghiacciante del suo passato inizia ad interessarsi alla cronaca nera.

Affascinato dal caso Reverdi farà di tutto per entrare in contatto con l’apneista. Si fingerà una giovane studentessa di psicologia, Elisabeth Bremen, e inizierà un rapporto epistolare con l’assassino al fine di scoprire ogni singola pulsione che si cela dentro di lui per poter arrivare a trucidare delle povere ragazze.

Una vera e propria deduzione vincente da parte del giornalista, infatti Reverdi che non voleva comunicare nemmeno con il suo avvocato, appena riceverà in carcere la foto di Elisabeth, non riuscirà a resistere al suo fascino.

Ma chi è in realtà la ragazza nella foto arrivata nelle mani di Reverdi?  E’ Khadidja, una modella che Marc ha conosciuto tramite un amico fotografo, una giovane donna bellissima che intesserà con il giornalista un rapporto ambiguo, ma fino alla fine sarà all’oscuro di essere diventata anche l’oggetto del desiderio di un efferato assassino.

La trama del libro si articola in maniera differente dai thriller canonici, infatti sappiamo già chi è l’assassino, e forse per lettori avvezzi al genere, sarà anche prevedibile capire alcuni colpi di scena che li attendono alla fine del racconto.

La ricerca compulsiva di Marc rasenta il criminal profiling, si entra nell’animo dell’assassino, ci si immedesima in lui, ci si perde della sua pazzia. Percorreremo la linea nera, lo studio approfondito del sangue, del suo colore, odore, della sua viscosità.

Il viaggio di Grangé si articola tra la Francia e paesaggi del Sud est asiatico come Malesia, Thailandia e Cambogia, con una piccola parentesi anche se molto importante, nella nostra Sicilia.

Un libro cruento e molto violento, che racconta nei minimi particolari le scene del crimine, i paesaggi e la cultura di ogni paese visitato. Grangé è un autore che viaggia molto, e ha dichiarato che prende sempre spunto dai suoi innumerevoli spostamenti.

Marc riuscirà a scoprire cosa spinge Reverdi ad uccidere? Metterà a repentaglio la sua vita, e quella di Khadidja, per rincorrere l’assassino?

Assolutamente la leggere, consigliato a chi già si è approcciato al genere thriller, e a chi non si fa impressionare da dettagli violenti e realistici.

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